Riassunto dell'episodio
Ci sono proverbi che nascondono un modo preciso di guardare il mondo: individuare un pericolo, attribuirlo a qualcuno e convincere tuttə che sia necessario tenerlo sotto controllo. Ma chi decide chi è pericoloso? In questa puntata parliamo di controllo politico, propaganda e costruzione del nemico. Di come si possa orientare l’opinione pubblica dipingendo interi gruppi di persone come una minaccia. Di come chi scende in piazza per rivendicare diritti venga spesso raccontato come un problema per l’ordine pubblico, mentre chi decide quali diritti concedere, a chi e a quali condizioni, raramente viene messo in discussione con la stessa durezza. Perché chi protesta diventa pericoloso, ma chi detiene il potere di limitare i diritti sembra quasi sempre legittimato a farlo? Ne parliamo con Velia Lalli, comica, autrice e pioniera della stand-up comedy italiana, che attraverso la satira mette in discussione stereotipi, convenzioni e ipocrisie del nostro tempo. Forse il punto non è stabilire chi sia pericoloso. Forse…
Ci sono proverbi che nascondono un modo preciso di guardare il mondo: individuare un pericolo, attribuirlo a qualcuno e convincere tuttə che sia necessario tenerlo sotto controllo. Ma chi decide chi è pericoloso? In questa puntata parliamo di controllo politico, propaganda e costruzione del nemico. Di come si possa orientare l’opinione pubblica dipingendo interi gruppi di persone come una minaccia. Di come chi scende in piazza per rivendicare diritti venga spesso raccontato come un problema per l’ordine pubblico, mentre chi decide quali diritti concedere, a chi e a quali condizioni, raramente viene messo in discussione con la stessa durezza. Perché chi protesta diventa pericoloso, ma chi detiene il potere di limitare i diritti sembra quasi sempre legittimato a farlo? Ne parliamo con Velia Lalli, comica, autrice e pioniera della stand-up comedy italiana, che attraverso la satira mette in discussione stereotipi, convenzioni e ipocrisie del nostro tempo. Forse il punto non è stabilire chi sia pericoloso. Forse…
Episodi
10. Con donne, fuoco e mare, c’è poco da scherzare.
AscoltatiCi sono proverbi che nascondono un modo preciso di guardare il mondo: individuare un pericolo, attribuirlo a qualcuno e convincere tuttə che sia necessario tenerlo sotto controllo. Ma chi decide chi è pericoloso? In questa puntata parliamo di controllo politico, propaganda e costruzione del nemico. Di come si possa orientare l’opinione pubblica dipingendo interi gruppi di persone come una minaccia. Di come chi scende in piazza per rivendicare diritti venga spesso raccontato come un problema per l’ordine pubblico, mentre chi decide quali diritti concedere, a chi e a quali condizioni, raramente viene messo in discussione con la stessa durezza. Perché chi protesta diventa pericoloso, ma chi detiene il potere di limitare i diritti sembra quasi sempre legittimato a farlo? Ne parliamo con Velia Lalli, comica, autrice e pioniera della stand-up comedy italiana, che attraverso la satira mette in discussione stereotipi, convenzioni e ipocrisie del nostro tempo. Forse il punto non è stabilire chi sia pericoloso. Forse…
9. Donna che mena l’anca o è puttana o poco ci manca
AscoltatiUn proverbio che ci insegna che una donna deve stare attenta a come cammina, come si veste, come si muove, quanto mostra il proprio corpo. Ci insegna la vergogna prima ancora che la libertà. In questa puntata parliamo di cat calling, educazione alla vergogna e di tutti quei messaggi che, fin da bambine, ci insegnano a sentirci osservate, giudicate e responsabili dello sguardo degli altri. E lo facciamo insieme a Chiara Becchimanzi, attrice, autrice e stand-up comedian, che da anni usa comicità e satira per parlare proprio di stereotipi, sessualità e differenze di genere. Perché forse il problema non è insegnare alle ragazze a non attirare attenzioni. Forse è arrivato il momento di educare chi quelle attenzioni le impone. Un podcast di Alessandra Flamini Revisione testi collettivo C'è Figa Con Alessandra Flamini, Frad, Ilaria Giambini, Paola Giglio e Valentina Medda. Cura e produzione Giulia Galzigni Sound design Luca Santarelli La sigla è "Lo Schiaffo d'Anagni" delle Molestya, dal disco "La mia rabbia è…
8. Tira più un capello di donna che un carro di buoi
AscoltatiUn "capello" di donna tira più di un carro di buoi. E se un uomo perde completamente la testa, beh, mica è colpa sua: è stato il "bulbo pilifero". In questa puntata parliamo di come i proverbi abbiano passato secoli a raccontare il corpo delle donne come una tentazione irresistibile e gli uomini come povere vittime senza alcun controllo. Capelli, gambe, scollature, peli: sembra che il problema sia sempre il corpo femminile e mai quello che lo guarda. Con Marianna The Influenza, creator e divulgatrice che parla di femminismo, corpi, razzismo e grassofobia, proviamo a capire come si fa a riprendersi lo sguardo. E anche il corpo.
7. Chi vuol vivere e star sano dalle donne stia lontano
AscoltatiSe vuoi vivere a lungo e in salute, secondo la saggezza popolare devi stare lontano dalle donne. Ma lontano quanto? Un metro? Un continente? Abbastanza da non sentire queste idiozie? In questa puntata prendiamo un altro proverbio che sembra un consiglio e invece puzza parecchio di misoginia, e proviamo a capire perché le donne vengano raccontate così spesso come una minaccia alla salute, alla serenità e alla vita degli uomini. A farci compagnia c’è Dalia Smeraldi, in arte Abicocca, per parlare di stereotipi, pericoli reali e di tutte le cose da cui, forse, sarebbe davvero meglio stare lontani.
6. Donne, asini e noci vogliono mani atroci
AscoltatiCi sono proverbi che non si limitano a raccontare una cultura: la giustificano. Questo, tra i più violenti della tradizione popolare, mette sullo stesso piano donne, animali e oggetti, suggerendo che la forza, la durezza e perfino la violenza siano strumenti legittimi per ottenere obbedienza e controllo. Partendo da una frase che oggi appare scioccante ma che per secoli è stata tramandata come saggezza comune, ci chiediamo quanto di quella mentalità sia davvero scomparso. Ne parliamo con Federica Scrollini, responsabile della formazione e della prevenzione di Be Free, cooperativa sociale che dal 2007 lavora nei centri antiviolenza, nelle case rifugio e nei percorsi di contrasto alla violenza di genere e alle discriminazioni. Con lei affrontiamo il tema della violenza non come emergenza improvvisa, ma come fenomeno culturale che si alimenta di normalizzazioni, silenzi e narrazioni ancora profondamente radicate.