Riassunto dell'episodio
Quando si parla di Garlasco non si parla solo di un delitto, ma di tutto quello che ci sta intorno: il tessuto invisibile fatto di relazioni, omissioni, poteri locali e cortocircuiti giudiziari che unisce tre luoghi vicini e diversissimi. Garlasco, Vigevano, Pavia. Nell'ultimo episodio della serie proviamo a unire i punti e a guardare la struttura complessiva. Perché quando la cronaca nera incontra un territorio si parla quasi sempre di singoli errori, mai del sistema che li ha resi possibili. Il sistema Garlasco è la gestione di una scena del crimine complessa in un centro di provincia: l'incertezza delle prime ore, le piste aperte e subito chiuse, la pressione dei riflettori che spinge a cercare una risposta rapida a ogni costo. Il sistema Vigevano è il palazzo di giustizia, la caserma, la rete di conoscenze di provincia. È il luogo degli alibi e dei verbali raccolti nei primi giorni. Quanto ha pesato la familiarità del tessuto sociale locale nel direzionare, o nel distogliere, lo sguardo degli inquirenti?…
Quando si parla di Garlasco non si parla solo di un delitto, ma di tutto quello che ci sta intorno: il tessuto invisibile fatto di relazioni, omissioni, poteri locali e cortocircuiti giudiziari che unisce tre luoghi vicini e diversissimi. Garlasco, Vigevano, Pavia. Nell'ultimo episodio della serie proviamo a unire i punti e a guardare la struttura complessiva. Perché quando la cronaca nera incontra un territorio si parla quasi sempre di singoli errori, mai del sistema che li ha resi possibili. Il sistema Garlasco è la gestione di una scena del crimine complessa in un centro di provincia: l'incertezza delle prime ore, le piste aperte e subito chiuse, la pressione dei riflettori che spinge a cercare una risposta rapida a ogni costo. Il sistema Vigevano è il palazzo di giustizia, la caserma, la rete di conoscenze di provincia. È il luogo degli alibi e dei verbali raccolti nei primi giorni. Quanto ha pesato la familiarità del tessuto sociale locale nel direzionare, o nel distogliere, lo sguardo degli inquirenti?…
Episodi
7. Il sistema
AscoltatiQuando si parla di Garlasco non si parla solo di un delitto, ma di tutto quello che ci sta intorno: il tessuto invisibile fatto di relazioni, omissioni, poteri locali e cortocircuiti giudiziari che unisce tre luoghi vicini e diversissimi. Garlasco, Vigevano, Pavia. Nell'ultimo episodio della serie proviamo a unire i punti e a guardare la struttura complessiva. Perché quando la cronaca nera incontra un territorio si parla quasi sempre di singoli errori, mai del sistema che li ha resi possibili. Il sistema Garlasco è la gestione di una scena del crimine complessa in un centro di provincia: l'incertezza delle prime ore, le piste aperte e subito chiuse, la pressione dei riflettori che spinge a cercare una risposta rapida a ogni costo. Il sistema Vigevano è il palazzo di giustizia, la caserma, la rete di conoscenze di provincia. È il luogo degli alibi e dei verbali raccolti nei primi giorni. Quanto ha pesato la familiarità del tessuto sociale locale nel direzionare, o nel distogliere, lo sguardo degli inquirenti?…
6. La partita a scacchi
AscoltatiDa un lato gli investigatori, la procura, i consulenti, i periti. Dall'altro un ragazzo di ventiquattro anni, studente di economia, con lo sguardo gelido e la voce calma. Troppo calma: Alberto Stasi. Al centro della scacchiera c'è la vittima, Chiara Poggi, sorpresa in pigiama e uccisa. Ogni mossa cambia le sorti di un'indagine, di una sentenza, di una famiglia, di un paese intero. In questo episodio ripercorriamo la partita, dal 13 agosto 2007 a oggi. L'altalena dei verdetti: l'arresto che non regge, le due assoluzioni, poi il 2014 e il 2015, quando la Cassazione spazza via tutto e la procura gioca il tutto per tutto con la perizia sui pedali della bicicletta e la simulazione della camminata sulla scena del crimine. Alberto Stasi viene condannato in via definitiva. Ma la partita è appena cominciata. Il 19 dicembre 2016, in una sala accecata dai flash, la difesa di Stasi convoca la stampa: un'agenzia investigativa ha stretto il cerchio su un nome, quello di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Un anno…
5. Il paese che non dorme
AscoltatiSe arrivi a Garlasco in un pomeriggio di nebbia, o sotto il sole piatto della pianura pavese, ti sembra di attraversare uno dei tanti borghi della Lomellina. File di case ordinate, l'eco di un motorino, le risate che escono da un bar, il Santuario della Bozzola che vigila sui campi di riso. Tutto racconta una provincia normale. Ma a Garlasco la normalità è diventata un vestito troppo stretto. C'è un prima e c'è un dopo, e la linea di demarcazione è il 13 agosto 2007. Da quel lunedì d'estate il nome del paese è consegnato per sempre alla cronaca nera. In questo episodio raccontiamo il paese: i luoghi, le persone, la tensione che non si è mai sciolta. Il 12 dicembre 2015 la Cassazione conferma la condanna a sedici anni per Alberto Stasi. Ma la sentenza non spegne i riflettori. Mentre lui sconta la pena a Bollate, con una condotta esemplare che gli varrà la semilibertà nel 2024 e l'affidamento in prova nel giugno 2026, il paese resta sveglio. Ogni volta che il passato sembra sepolto riaffiora un colpo di scena,…
4. Il ragionevole dubbio
Ascoltati"C'è sangue dappertutto." Sono le 13.50 del 13 agosto 2007 e Alberto Stasi sta parlando con i soccorsi. In questo episodio partiamo da lì, dalla sua primissima versione, che è anche il primo grande vicolo cieco dell'indagine. Stasi racconta di essere entrato in casa, di aver cercato Chiara, di aver percorso il corridoio e di aver visto il corpo. Il pavimento di quella villetta è cosparso di sangue, impronte, schizzi. Eppure, quando gli investigatori sequestrano le sue scarpe, un paio di Lacoste numero 42, le trovano perfettamente pulite. Nessuna traccia sotto le suole, nemmeno sui tappetini dell'auto. Ancora una volta l'elemento decisivo è qualcosa che non c'è. Per l'accusa quelle scarpe non sono le uniche: sulla scena ci sono impronte a pallini, compatibili con un altro paio mai ritrovato. Per la difesa il ragionamento si ribalta: se le scarpe sono pulite, allora l'assassino è un altro. Su questo terreno si giocano i primi due processi. Dicembre 2009, primo grado. Dicembre 2011, appello. Due sentenze…
3. Scena di un crimine
AscoltatiCi sono le impronte di una mano dietro il pigiama rosa di Chiara. La scena del crimine parla: racconta dettagli, movimenti, gesti dell'assassino. Ma proprio quelle tracce, le più importanti, sono andate perdute. In questo episodio entriamo nella villetta di via Pascoli e proviamo a leggerla come la leggono oggi i consulenti, con strumenti che nel 2007 non esistevano. Secondo la ricostruzione del RIS di Cagliari, entrato nella villetta nel 2025, l'aggressione comincia già all'ingresso: un portavaso rovesciato, le pantofole in disordine, tre piccole macchie di sangue tra i due divani. Da lì la bloodstain pattern analysis, la tecnica che studia forma e distribuzione delle macchie di sangue, ricostruisce una dinamica lunga e concitata: il tentativo di fuga verso la porta, i colpi vicino alla scala, la mano sinistra aperta impressa sul pavimento, il trascinamento per le caviglie, la caduta lungo i gradini della cantina. Cambia anche l'orario. Nella condanna definitiva di Alberto Stasi il delitto è racchiuso in…